Biblioteca storica

Nel nostro paese l’artigianato è stato uno dei principali propulsori del suo progresso culturale e civile ma oggi, data la crisi che stringe il settore, questo suo valore è poco visibile. Le vere botteghe artigiane sopravvivono oramai solo in qualche piccolo borgo ed il loro ruolo nella formazione culturale della società è divenuto purtroppo molto secondario. Un tempo, e fino a poco tempo fa, l’artigianato rappresentava la spina dorsale dell’economia, aveva sue organizzazioni, sue leggi, era presente nelle Istituzioni cittadine e sovrintendeva al corretto svolgimento sia tecnologico che politico dei ‘mestieri’.

Oggi questa cosa pare impensabile ma è solo un problema di conoscenza di una storia ignota sia al grande pubblico che, non di rado, agli stessi artigiani odierni. Per fare un pò di chiarezza, Mani nella Rete ha deciso di dedicare questa parte del sito ad una raccolta di testi storici sull’artigianato e dell’artigianato: manuali, regolamenti, tecnologia, disposizioni fiscali che – al momento ma contiamo di arricchire la collezione – spaziano dal Medioevo alla fine dell’Ottocento. Si tratta naturalmente di testi digitalizzati che abbiamo cercato e trovato su Google Book, Internet Archive, la Biblioteca Nazionale di Firenze, la Harvard Library, il Getty Research Institute, la Digital Public Library of America. Potete leggerli qui sul sito od anche scaricarli per una più comoda lettura.

Questi testi ci raccontano dai ‘quattro danari fiorentini piccoli‘ di multa per il calzolaio pratese che non avesse prestato giuramento all’Arte nei termini dovuti (1347), alle proteste contro “i Fiorentini che cercavano di sviare da Siena l’arte della seta” presentate ai Priori del Comune dai setaioli senesi (1440), di come “far tentura negra de aze” o di qualsiasi altro colore facendo “miscela con urina humana, calcina, oropigmento e lasciando per cinque giorni sotto letame di cavallo” (1540), di come parlavano conciatori, beccai, coloristi, pellicciai, doratori, incisori in rame ed anche frustai e fiammiferai fiorentini a metà ‘800, delle tariffe stabilite nel 1828 per muratori, falegnami, imbiancatori ed altri artigiani, di come filare il cotone, sementare la paglia per far cappelli, trattare il collodio, lavorare il vetro, dipingere miniature di città e fortificazioni, tirare il torchio da stampa, tingere le pelli, lavorare l’oro, l’argento, la ceramica ed anche come raccomandarsi l’anima a Dio nei giorni di festa. Insomma: buona lettura e grazie a chi vorrà collaborare con critiche, suggerimenti e testi digitali da aggiungere a questa biblioteca


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